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Cronaca di una distopia: la poesia medievale italiana medievale e umanistica tra tradizione scritta e fonti teorico-letterarie.

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Quest'articolo prpone una ricognizione lessicale che possa apportare qualche nuovo elemento sul rapporto tra l’opera lettararia e la teoria e la prassi musicale nella cultura italiana tra Medioevo e Umanesimo. Le posizioni teoriche di Dante e Petrarca sono fondamentali per la ricostruzione del rapporto tra poesia e musica in un’epoca in cui il poeta non è più musicus ma ragionando sulla scientia musicae definisce il rapporto tra le due arti centrale per lo studio dell’Umanesimo.Uno dei risultati più illustri della cultura umanistica italiana risiede nello speciale rapporto che si instaura tra la parola e la melodia nella produzione lirica per musica che porterà al tripudio madrigalistico rinascimentale. In questa comunicazione ci proponiamo di seguire le tracce del principio medievale di questo rapporto nelle sue implicazioni teoriche e pratiche. Non tratteremo quindi gli esiti più conosciuti del fenomeno ma i primordi di questo percorso attraverso il ripercorrimento di un paradigma interpretativo tra i più significativi della critica letteraria italiana che vede nel divorzio tra musica e poesia (e cioè nella sostanziale negazione di questo rapporto) una dei fondamenti più importanti della nascita della lirica italiana

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